TC-PET PSMA e TC-PET colina: quali differenze nella diagnosi del carcinoma prostatico?

Che cos’è la TC-PET?

LA TC-PET è una metodica di diagnostica per immagini che permette di localizzare specifiche cellule tumorali eseguendo una scansione di tutto il corpo umano. Le indagini di Medicina Nucleare, come la TC-PET, prevedono la somministrazione di una piccola quantità di una sostanza radioattiva, al fine di indagare le caratteristiche funzionali degli organi nei quali il radiofarmaco si localizza. L’esame associa immagini radiologiche TC, dotate di un ottimo dettaglio anatomico, ad immagini funzionali che derivano dal metabolismo dello specifico radiofarmaco utilizzato.

 

Con quali radiofarmaci viene eseguita per lo studio del carcinoma prostatico?

Nell’ambito del tumore della prostata l’esame può essere condotto utilizzando diversi marcatori: 18F-FDG, 18F-NaF,11C-Chol, 18F-Chol, 18F-FACBC, 68Ga-PSMA,18F-PSMA. 

18F-FDG è largamente utilizzato in oncologia, tuttavia non trova applicazione per il tumore della prostata in quanto dotato di una sensibilità troppo bassa.

18F-NaF è basato sul metabolismo dell’osso, ha quindi la capacità di identificare le lesioni ossee superando la sensibilità della scintigrafia ossea nell’identificazione delle metastasi. I limiti di utilizzo nella pratica clinica sono però la bassa specificità (come per la scintigrafia ossea), la possibilità di studiare esclusivamente il distretto osseo e i costi elevati.

 

La colina (11C-Chol, 18F-Chol) è un elemento coinvolto nel metabolismo dei fosfolipidi, viene utilizzata da circa 20 anni ed è per questo disponibile molta letteratura a riguardo. 

La fluciclovina (18F-FACBC) è un aminoacido sintetico, quindi coinvolto nel metabolismo degli amminoacidi. Il tracciante è stato introdotto circa 10 anni fa negli Stati Uniti e gli studi in merito sono sempre più numerosi. La fluciclovina ha dimostrato di avere una maggiore sensibilità della colina nell’identificazione delle recidive di neoplasia prostatica ed è per questo stata approvata in USA e in Europa.

Tuttavia il marcatore che ha dimostrato una netta superiorità rispetto ai precedenti è senza dubbio il PSMA. PSMA è l’acronimo di Prostate Specific Membrane Antigen: esso rappresenta un recettore presente esclusivamente sulla membrana delle cellule della prostata. Questo antigene può essere marcato con vari radioisotopi (es. Gallio 68 o Fluoro 18); è stato utilizzato per la prima volta nel 2009 sui topi e nel 2012 sull’uomo. Da allora sono stati pubblicati oltre 800 articoli sulla PET PSMA, solo nel 2018 sono stati più di 250. Sempre più centri di medicina nucleare nel mondo acquisiscono questa nuova metodica, mentre negli USA il 68Ga-PSMA non è stato ancora approvato dalla FDA.

 

In quali contesti viene utilizzata la TC-PET?

Diagnosi

La TC-PET colina presenta una specificità molto bassa (cioè non è in grado di discriminare nella prostata le lesioni benigne, come quelle infiammatorie, da quelle maligne) e pertanto non viene utilizzata a scopo diagnostico. La TC-PET PSMA è in fase di studio, tuttavia i dati preliminari non sembrano essere così promettenti in questo ambito.

Stadiazione

Gli esami di stadiazione sono quelli che si prefiggono di individuare l’estensione delle cellule neoplastiche al di fuori dell’organo dove il tumore è originato. Prima di pianificare la strategia terapeutica è fondamentale conoscere se il tumore si è esteso localmente oltre ai confini della prostata, se sono presenti metastasi linfonodali, scheletriche o viscerali. In questo contesto la TC-PET colina presenta una sensibilità troppo bassa, mentre i primi studi effettuati sulla TC-PET PSMA dimostrano una buona detection rate in pazienti ad alto rischio. E’ quindi possibile che la TC-PET PSMA potrà avere un ruolo nella stadiazione del carcinoma prostatico in un prossimo futuro.

Recidiva

La possibilità di individuare la sede di recidiva della malattia nei pazienti con aumento del PSA dopo trattamento radicale (prostatectomia, radioterapia) è fondamentale per selezionare la terapia più corretta. E’ proprio in questo contesto che la TC-PET può esprimere al meglio il suo potenziale. La TC-PET colina presenta una buona detection rate, circa 62%, ma purtroppo la sensibilità dell’esame scende drasticamente in caso di bassi valori del PSA (30-40%). Sappiamo che quando si riesce a localizzare precocemente la sede di recidiva nei pazienti con innalzamento del PSA dopo terapia radicale in molti casi è possibile proporre una terapia di salvataggio ad intento curativo. Si intuisce quindi quanto sia fondamentale disporre di un esame che permetta una buona detection rate anche a bassi valori di PSA. La TC-PET PSMA ha recentemente dimostrato una ottima detection rate globale di circa 80%, mantenendo percentuali accettabili anche a valori di PSA molto bassi: circa 60-65% in pazienti con PSA <0,5 ng/ml. I primi studi sulla TC-PET con fuciclovina (18F-FACBC) presentano in questo ambito risultati promettenti e molto probabilmente anche questo marcatore verrà presto introdotto nella pratica clinica.