ven

16

mag

2014

La cannabis altera la funzione sessuale maschile?

La cannabis (marijuana) è una delle sostanze illecite più largamente utilizzate. Questa sostanza può avere multipli effetti deleteri sulle funzioni fisiologiche, i più comuni dei quali riguardano il sistema nervoso centrale. Il metabolita attivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo (THC), può agire sul sistema nervoso centrale come stimolante, depressivo o allucinogeno. A breve termine i principali effetti sono l’alterazione delle percezioni e dell’umore. Inoltre la cannabis produce alterazioni come: l’aumento della frequenza cardiaca, la riduzione della pressione arteriosa, della memoria episodica a breve termine, della coordinazione psicomotoria e della concentrazione. Gli effetti a lungo termine non sono esattamente noti.

 

La ricerca ha individuato due tipi di recettori per i cannabinoidi. CB1, presente nel sistema nervoso centrale, è coinvolto nella modulazione della risposta sessuale attraverso vari meccanismi. CB2, presente nei tessuti periferici, è stato individuato anche nel tessuto nervoso dei corpi cavernosi (tessuto erettile del pene) dei primati e degli uomini. Tuttavia il ruolo dei recettori per i cannabinoidi nella regolazione della funzione sessuale non è ancora stato precisamente identificato.

 

Diversi studi eseguiti in vitro e su animale hanno dimostrato che i cannabinoidi esercitano un ruolo inibitorio sulla funzione erettile, sia interferendo a livello del sistema nervoso centrale sia a livello periferico. Tuttavia non vi sono ancora evidenze sufficienti per provare eventuali effetti positivi o negativi della cannabis sulla funzione erettile degli uomini. Circa 30 anni fa era stato descritto che i soggetti che consumavano cannabis quotidianamente presentavano percentuali di disfunzione erettile doppie rispetto ai non consumatori. Studi più recenti hanno concluso che il consumo cronico di cannabis potrebbe causare disfunzione erettile attraverso il danneggiamento della funzione endoteliale. Il principale fattore che limita la validità di tutti gli studi è la modalità con cui è stata valutata la funzione erettile, cioè attraverso misure soggettive e senza l’utilizzo di questionari validati, come ad esempio l’IIEF.

 

Alcuni autori sostengono che piccole quantità di cannabis possono stimolare l’attività sessuale, mentre più elevate quantità possono inibire la motivazione sessuale. I meccanismi alla base dei potenziali effetti afrodisiaci della cannabis non sono noti. Sembra che moderate quantità di cannabis incrementino i livelli di testosterone, mentre più elevate quantità ne determinino una riduzione. Inoltre è stato ipotizzato che gli effetti afrodisiaci siano legati agli effetti disinibitori e rilassanti che induce la sostanza e all’alterazione della percezione temporale (rallentata), che causerebbe il prolungamento del piacere sessuale.

 

In conclusione la scienza di base e la ricerca clinica sono ancora sorprendentemente limitate sull’argomento. Il picco di interesse scientifico è stato tra gli anni 70 e 80, mentre gli studi pubblicati negli ultimi 30 anni sono meno numerosi. E’ verosimile che la cannabis provochi delle alterazioni alla funzione sessuale maschile. Complessivamente sembra che la sostanza possa indurre simultaneamente un aumento del desiderio e una diminuzione della funzione erettile.

 

 

Shamloul R et al. Impact of cannabis use on male sexual health. J Sex Med 2011; 8: 971-975.