Alprostadil intrauretrale: terapia alternativa per la disfunzione erettile

Quando la terapia orale per la disfunzione erettile è inefficace o controindicata l’alprostadil (prostaglandina E1) rappresenta l’alternativa farmacologica di più frequente utilizzo e l’unica ad aver ottenuto l’indicazione specifica in scheda tecnica. La via di somministrazione più utilizzata è l’iniezione intracavernosa, il paziente deve quindi iniettare il farmaco direttamente nei corpi erettili del pene. Sebbene la procedura sia molto semplice, non dolorosa né pericolosa, molti pazienti mal tollerano l’idea di eseguire l’iniezione nel pene. Inoltre le iniezioni intracavernose possono avere effetti collaterali come: sanguinamento dal sito di puntura, formazione di fibrosi dei corpi cavernosi ed eventualmente incurvamento del pene e l’induzione di priapismo (erezione prolungata e dolorosa).

 

Non tutti sanno che esiste una via di somministrazione alternativa per l’alprostadil: l’applicazione intrauretrale. MUSE (Vivus, Menlo Park, CA, USA) è stato introdotto nel 1997 come dispositivo intrauretrale per il trattamento della disfunzione erettile, ma solo negli ultimi anni è stato commercializzato in Italia (da Meda Pharma). MUSE è l’acronimo di: Medicated Urethral System for Erections. Il principio attivo è contenuto in una sorta di pellet, delle dimensioni di un chicco di riso, che tramite uno specifico applicatore viene inserito nel primo tratto dell’uretra maschile. L’80% di alprostadil veicolato attraverso MUSE viene assorbito attraverso la mucosa uretrale entro 10 minuti e, grazie alla diffusione per via ematica, raggiunge i corpi erettili del pene stimolando la vasodilatazione. L’erezione che si sviluppa dura almeno 30 minuti, di solito non più di un’ora.

 

L’efficacia di MUSE dipende dalla dose, circa il 60% dei pazienti che utilizzano la dose massima (1000 mcg) ottengono erezioni sufficienti per i rapporti. Dosi minori forniscono risultati inferiori. Per ottimizzare l’efficacia del farmaco viene consigliato di restare in piedi subito dopo l’inserimento del pellet per favorire la diffusione del farmaco nei corpi cavernosi. Alcuni autori suggeriscono l’utilizzo di dispositivi elastici alla base del pene (come ad esempio VenoSeal) per ridurre la quantità di principio attivo che si allontana attraverso il drenaggio venoso e favorire l’assorbimento. Se desiderato, il dispositivo elastico può essere rimosso durante il rapporto.

 

Il profilo di sicurezza è molto buono, infatti il rischio di priapismo è trascurabile. Come tutti i farmaci MUSE non è esente da effetti collaterali. Possono presentarsi: fastidio o bruciore uretrale, dolore al pene, lieve sanguinamento uretrale, dolore ai testicoli, riduzione della pressione sanguinia e vertigini. E’ inoltre riportato bruciore o prurito vaginale nel 6% delle partner dei pazienti trattati che non utilizzavano il condom. Non essendo noti gli effetti che il farmaco può avere sul feto, si consiglia l’utilizzo del condom se la partner è in stato di gravidanza. Inoltre, quando si utilizza MUSE si consiglia di evitare il sesso orale.

 

MUSE è un dispositivo transuretrale, sterile, monouso per il rilascio di alprostadil nell’uretra maschile. E’ disponibile in quattro diversi dosaggi (124, 250, 500 e 1000 mcg). Il principio attivo è in sospensione di polietilenglicole, sottoforma di pellet uretrale (diametro 1,4 mm e lunghezza 3 o 6 mm) contenuto nell’estremità dell’applicatore. La confezione è da conservare i frigorifero (a 2°-8°) e, se ancora sigillata, può essere mantenuta a temperatura ambiente (non superiore a 30°) fino ad un massimo di 2 settimane prima dell’uso.