Le dimensioni del pene e la “sindrome del pene corto”

Per alcuni uomini le dimensioni del pene sono molto importanti. Misure insufficienti sono spesso fonte di preoccupazioni, che spingono molti uomini alla ricerca di espedienti per aumentare le proprie dimensioni. Alcune tecniche di allungamento del pene sono state proposte diversi secoli or sono. L’iniezione di sostanze esogene nel pene o lo stiramento dell’organo con pesi esterni sono metodi popolari in differenti culture, che riconoscevano il concetto: “più grande è meglio”.

 

La “sindrome del pene corto” si definisce come la preoccupazione riguardo alle insufficienti dimensioni del proprio pene, riconosciute inferiori a quelle di un uomo adulto normale, nonostante l’evidenza (provata da una visita medica) di dimensioni comprese nei range di normalità. La “sindrome del pene corto” può far parte di una condizione chiamata dismorfofobia (che è propria di una persona costantemente preoccupata del suo aspetto fisico e di qualche difetto immaginario), che spesso porta a episodi depressivi e a isolamento sociale, oppure può essere parte di una psicosi.

 

E’ interessante notare che mentre gli uomini con un pene più grande, in lunghezza e circonferenza, hanno una migliore immagine corporea e una maggiore fiducia nelle proprie competenze sessuali, le donne non credono necessariamente che un pene più grande sia migliore. Ad esempio è stato dimostrato che il 90% delle donne preferisce un pene più largo di diametro rispetto a uno più lungo.

Da un sondaggio eseguito su internet, che ha coinvolto 52.031 soggetti maschi e femmine eterosessuali, è emerso che il 66% degli uomini considera il suo pene normale, il 22% più grande e il 12% più piccolo del normale. Le dimensioni del pene dichiarate sono state correlate positivamente con l’altezza e negativamente con il grasso corporeo.

 

Diversi autori hanno indagato le dimensioni del pene studiando varie popolazioni. In questi studi la lunghezza media del pene flaccido stirato è risultata di 12-13 cm, con una lunghezza del pene eretto di 14-16 cm. Anche per la circonferenza c’è stata consistenza di risultati tra i vari studi, con una media di 9-10 cm per il pene flaccido e 12-13 cm per il pene eretto. E’ stata dimostrata una buona correlazione tra la lunghezza del pene flaccido stirato e quella del pene eretto.

 

Si considera micropene un pene la cui lunghezza risulta essere 2.5 deviazioni standard sotto la media. Dati i valori sopra riportati, un pene stirato in condizioni di flaccidità che misuri < 7 cm è considerato un vero micropene. In questi casi è consigliabile sottoporsi a esami specialistici poiché talvolta il micropene si associa a anomalie endocrinologiche (ormonali).

 

Per gli uomini che si lamentano delle proprie dimensioni, soprattutto quando questo provoca depressione o difficoltà nella vita di relazione, è consigliata una visita specialistica andrologica e una valutazione psicosessuologica.

 

Sul web si possono trovare numerosissime proposte per chi desideri aumentare le dimensioni del proprio pene. Sfortunatamente non esistono dati di efficacia relativi alla maggior parte dei trattamenti che vengono offerti, specialmente per quanto riguarda pillole e creme…

 

Se il pene è realmente corto o solo percepito come tale, la psicoterapia con approccio cognitivo comportamentale può essere utile a rafforzare la fiducia in se stessi e a combattere i pensieri negativi.

 

Le terapie fisiche comprendono l’utilizzo del vacuum device e degli estensori penieni. L’evidenza sull’efficacia di queste terapie è limitata ed è importante che i pazienti ne siano al corrente. Il vacuum device è un dispositivo normalmente usato per il trattamento della disfunzione erettile, ma può essere usato anche per “esercitare” il pene. Gli estensori penieni sono dispositivi in grado di applicare una trazione costante al pene con l’obiettivo di allungarlo.

 

Per la terapia chirurgica sono state proposte diverse tecniche, ma i risultati sono scarsamente documentati e possono verificarsi complicanze significative. La seconda Consultazione Internazionale sulle Disfunzioni Sessuali ha concluso che, quando correttamente informati sui verosimili risultati e le possibili complicanze, la maggior parte degli uomini non si sottoporrebbe all’intervento chirurgico.

 

Se, nonostante queste premesse, un uomo è realmente motivato a sottoporsi a un intervento chirurgico, sono disponibili varie tecniche. Alcuni interventi sono in grado di aumentare la lunghezza del pene in stato di flaccidità (es. la sezione del legamento sospensore), mentre altri sono potenzialmente in grado di aumentare la lunghezza sia in flaccidità che in erezione.

 

La liposuzione o la lipectomia sovrapubica sono indicate quando il pene è corto perché parte dell’asta è nascosta da sovrabbondante tessuto adiposo sottocutaneo sovrapubico. Tali tecniche non allungano di fatto il pene ma ne aumentano la porzione libera, fornendo un effetto di allungamento.

 

La sezione del legamento sospensore del pene permette una maggiore separazione dei corpi cavernosi dall’osso del pube, incrementando apparentemente la lunghezza del pene in condizioni di flaccidità. Di solito l’intervento prevede anche una plastica di allungamento della cute sovrapubica e alcuni chirurghi interpongono uno spaziatore tra i corpi cavernosi e il pube per evitare che la cicatrizzazione ri-avvicini il pene alle strutture ossee. Questa tecnica può al massimo aumentare di 2 cm la lunghezza del pene percepita in stato di flaccidità. Possibili conseguenze sono: la verticalizzazione della direzione del pene quando il soggetto è in piedi, la cicatrizzazione della regione infrapubica con conseguente retrazione del pene che può non guadagnare in lunghezza o, in alcuni casi, sembrare più corto. La plastica della cute sovrapubica può risultare in un avanzamento della porzione coperta di peli sull’asta del pene.

 

Complessi interventi (sperimentali) sulla tunica albuginea (il rivestimento dei corpi cavernosi) hanno tentato di ottenere un allungamento o un aumento di circonferenza del pene. Le casistiche sono però limitate e i risultati spesso deludenti e controllati a breve termine.

 

Per ottenere un aumento della circonferenza del pene vengono proposte tecniche di “riempimento” dello spazio sottocutaneo con iniezioni di tessuto adiposo, innesti di derma e tessuto adiposo o di materiale inerte o biodegradabile. Infine sono state riportate anche tecniche per aumentare le dimensioni del glande attraverso iniezioni di acido ialuronico o “riempimento” con lembi fasciocutanei.

 

In conclusione, sebbene siano state proposte svariate tecniche per l’aumento di dimensioni del pene, le casistiche che ne riportano l’efficacia e la sicurezza sono limitate e i risultati non sono del tutto soddisfacenti, per questo nessuna di queste è raccomandata da specifiche linee guida.

 

Winter HC. An examination of the relationships between penis size and body image, genital image, and perception of sexual competency in the male. DAI-A November 1989; 50/05: 1225.

Eisenman R. Penis size: survey of female perceptions of sexual satisfaction. BMC Women’s Health 2001; 1: 1.

Lever J et al. Does size matter? Men’s and women’s views on penis size across the lifespan. Psychol Men Masculinity 2006; 3: 129–43.

Wessells H et al. Penile length in the flaccid and erect states: guidelines for penile augmentation. J Urol 1996; 156: 995–7.

Ponchietti R et al. Penile length and circumference: a study on 3,300 young Italian males. Eur Urol 2001; 39: 183–6.

Spyropoulos E et al. Augmentation phalloplasty surgery for penile dysmorphophobia in young adults: considerations regarding patients selection, outcome evaluation and techniques applied. Eur Urol 2005; 48: 121–8.

Perovic SV et al. New perspectives of penile enhancement surgery: tissue engineering with biodegradable scaffolds. Eur Urol 2006; 49: 139–47.