Eiaculazione ritardata: una disfunzione sessuale poco conosciuta

L’eiaculazione ritardata è probabilmente una tra le meno comprese, e forse meno studiate, disfunzioni sessuali maschili. Secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association’s Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, IV edizione, Text Revision) l’eiaculazione ritardata si definisce come un persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo nonostante una normale fase di eccitamento durante l’attività sessuale che il medico giudica, tenendo conto dell’età della persona, come adeguata in termini di intensità e durata. Il disturbo deve provocare un sensibile distress o difficoltà nelle relazioni interpersonali.

 

La letteratura scientifica descrive l’eiaculazione ritardata come una disfunzione sessuale presente in circa il 3% degli uomini. Nonostante ciò, con l’esperienza clinica, gli urologi e i sessuologi hanno notato un numero crescente di uomini che lamentano questo disturbo. La prevalenza dell’eiaculazione ritardata appare moderatamente e positivamente correlata con l’età. Questo fatto non stupisce poiché è noto che la funzione eiaculatoria tende a indebolirsi con l’età.

 

L’eiaculazione ritardata può essere un disturbo presente da sempre nella vita di un uomo (forma primitiva) o che si instaura dopo un periodo di normale funzione eiaculatoria (forma secondaria). Di solito gli uomini che soffrono di eiaculazione ritardata non hanno difficoltà a ottenere e mantenere l’erezione, ma riferiscono bassi livelli di eccitazione soggettiva, se confrontati con chi non riferisce disfunzioni sessuali.

Ogni malattia o intervento che danneggia l’innervazione simpatica o somatica della regione genitale può alterare la funzione eiaculatoria e orgasmica. Sono stati associati con l’eiaculazione ritardata: i traumi del midollo spinale, la sclerosi multipla, gli interventi chirurgici della regione pelvica, il diabete grave, farmaci che inibiscono l’innervazione adrenergica e molti farmaci comunemente utilizzati per il trattamento della depressione.

 

Come causa di eiaculazione ritardata sono state proposte anche teorie psicosociali come l’aggressività incoscia, i sentimenti inespressi di rabbia e la simulazione ricorrente di malattia. Inoltre è stata proposta anche la paura di indurre la gravidanza, considerato che chi ricerca aiuto spesso ha una partner che desidera una gravidanza. Masters and Johnson sono stati i primi a suggerire un’associazione tra l’ortodossia religiosa e l’eiaculazione ritardata, ipotizzando che certe credenze limitano le conoscenze e la famigliarità con la sessualità, rendendo gli individui incapaci ad “imparare” ad eiaculare o fortemente inibiti riguardo all’attività sessuale. Studi recenti hanno notato una significativa prevalenza di fondamentalisti o religiosi ortodossi tra gli uomini che lamentano eiaculazione ritardata. Alcuni di questi hanno conoscenze molto limitate sulla sessualità e si masturbano poco, se non per nulla.

 

In altre situazioni, gli uomini che lamentano eiaculazione ritardata riferiscono maggiore eccitazione e piacere con la masturbazione rispetto ai rapporti sessuali. In questi casi l’autostimolazione dei genitali è in più intensa rispetto all’esperienza con la partner e il rapporto sessuale non consente una stimolazione adeguata, se confrontata con la masturbazione. Un’altra potenziale causa di eiaculazione ritardata è la disparità tra la reale esperienza sessuale e le fantasie sessuali presenti durante la masturbazione.

 

Infine l’atteggiamento valutativo verso la performance sessuale spesso crea una cosiddetta ansia da prestazione, ulteriore fattore che contribuisce all’eiaculazione ritardata. L’ansia che si accompagna all’incapacità di eiaculare può distrarre l’attenzione del soggetto dai segnali erotici che normalmente potenziano il grado di eccitazione.

 

L’eiaculazione ritardata può essere quindi intesa come il risultato o la risposta che deriva dall’interazione di fattori biologici, psicologici, culturali e relazionali.

 

La diagnosi prevede un’attenta valutazione di tutti i fattori neurologici, endocrinologici e andrologici che possono causare il disturbo. Nelle forme secondarie è importante escludere che l’eiaculazione ritardata sia l’effetto collaterale di terapie farmacologiche. In tutti casi è molto importante una valutazione psicosessuologica focalizzata al problema.

 

Il trattamento dell’eiaculazione ritardata si avvale della terapia sessuale e la cooperazione della partner è in questi casi molto importante. Per quanto riguarda la terapia medica, sono stati utilizzati alcuni farmaci (off-label) per facilitare l’orgasmo in pazienti che assumevano antidepressivi o altri farmaci che ritardano o inibiscono l’eiaculazione. Sebbene non approvati per la cura di questo disturbo dalle agenzie di regolamentazione del farmaco, alcuni anti-serotoninergici e dopamino-agonisti sono stati utilizzati con moderato successo in questa popolazione di pazienti. Comunque, in mancanza di ampi studi clinici controllati su questi farmaci, il rapporto tra effetti collaterali e potenziale efficacia è troppo alto per consigliarne l’utilizzo.

 

E’ stata utilizzata anche la stimolazione vibratoria del pene (tramite dispositivi dedicati) per aumentare la stimolazione necessaria a recuperare la capacità orgasmica. Tuttavia la maggior parte degli studi riguardano pazienti mielolesi che ricercavano un trattamento a scopo procreativo.

 

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