Epididimite acuta: cosa dobbiamo sapere?

L’epididimo è un organo situato sul margine postero-superiore del testicolo; al suo interno decorre il tratto delle vie spermatiche che collega i dotti efferenti del testicolo al dotto deferente. E’ costituito da tre porzioni: la testa, strettamente connessa con il testicolo, il corpo e la coda. Oltre alla funzione di progressione degli spermatozoi verso l’esterno, l’epididimo ne favorisce anche le ultime fasi di maturazione.

 

L’epididimite acuta è l’infiammazione dell’epididimo che si verifica in risposta ad un’infezione: virale (come nel caso delle forme post parotitiche) o più frequentemente batterica. La maggior parte dei casi di epididimite nei soggetti giovani sessualmente attivi è dovuta a organismi sessualmente trasmessi (nei due terzi dei casi si tratta della Chlamidia Trachomatis), mentre nei pazienti più anziani è di solito provocata da germi provenienti dal tratto urinario. In entrambi i casi i patogeni partendo dall’uretra risalgono le vie seminali per localizzarsi nell’epididimo e talvolta anche nel testicolo. Nei soggetti giovani l’epididimite si associa all’attività sessuale e a infezione della partner; gli organismi patogeni possono restare silenti per mesi prima di dar luogo ai sintomi. Nei soggetti anziani i fattori di rischio principali sono l’ostruzione urinaria (esempio l’ipertrofia prostatica) e la strumentazione del tratto urinario (esempio interventi endoscopici o cateterismo uretrale).

L’epididimite è quasi sempre monolaterale e con un esordio acuto dei sintomi. Essa causa intenso dolore e gonfiore del lato scrotale interessato e del funicolo spermatico. Possono associarsi disturbi minzionali (esempio bruciore a urinare o aumentata frequenza delle minzioni) e febbre. Nei soggetti giovani l’acuto instaurarsi di dolore e gonfiore dello scroto si riscontra anche nella torsione del funicolo spermatico. In questi casi è imperativo distinguere l’epididimite dalla torsione del funicolo spermatico in quanto nel secondo caso l’omissione di terapia chirurgica (detorsione e orchidopessi) nella corretta tempistica può da luogo ad un danno irreversibile del testicolo.

 

Nella maggioranza dei casi la diagnosi dell’epididimite è clinica, cioè non sono necessari esami ulteriori alla visita medica. Prima di avviare la terapia antibiotica è però buona norma eseguire l’urinocoltura e la ricerca di C. Trachomatis nelle urine (o su tampone uretrale). Se presente secreto uretrale è utile anche eseguire l’analisi microscopica per la ricerca di germi gram negativi (es. N. Gonorroheae). Gli antibiotici più adatti sono quelli che mostrano attivà anche contro C. Trachomatis (es. ofloxacina e levofloxacina). Se le colture confermano la presenza di C. Trachomatis il trattamento può essere proseguito con la doxiciclina e, importante, anche la partner deve essere trattata (anche se asintomatica). La terapia di supporto include il riposo a letto, la sospensione verso l’alto dello scroto e i farmaci antiinfiammatori.

 

Le complicanze dell’epididimite acuta sono rappresentate dalla formazione di ascessi, infarto testicolare, sviluppo di epididimite cronica, indurimento cronico dell’epididimo e infertilità.