Un sensore di odori per la diagnosi del tumore vescicale

I ricercatori inglesi hanno sviluppato un dispositivo in grado di diagnosticare i tumori vescicali in stadio iniziale rilevando i gas emessi dalle urine. Il dispositivo, chiamato Odoreader, è stato messo a punto dalle Università di Liverpool e di Bristol, nell'ambito di un progetto nato per sviluppare un "naso computerizzato" in grado di percepire qualsiasi tipo di odore.
 
Ad Aprile 2013 uno studio pubblicato dall'Università ETH di Zurigo ha avanzato l'idea che ogni persona ha la propria "impronta del respiro": i livelli di alcuni metaboliti, quantificabili nel respiro, possono essere utilizzati per identificare le malattie. Sono già stati fatti studi specifici sull'utilizzo del test respiro per individuare il carcinoma dello stomaco e lo scompenso cardiaco.
La possibilità di utilizzare gli odori dei gas prodotti dalle urine per identificare tumori della vescica era già conosciuta. Fino ad ora le tecniche usate per ottenere le misurazioni degli odori erano molto complesse e con accuratezza minore rispetto ai test utilizzati in clinica per l'individuazione dei tumori vescicali. Alcuni ricercatori avevano anche provato ad utilizzare l'olfatto dei cani con risultati mediocri.
 
È noto che i tumori della vescica hanno un'alta tendenza alla recidiva, per questo sono necessari ripetuti controlli nei pazienti affetti al fine di diagnosticare precocemente eventuali recidive di malattia. Gli esami più utilizzati sono:  la citologia delle urine, test non invasivo che però ha una scarsa capacità di individuare tumori di basso grado, e la uretrocistoscopia, test invasivo che può non riconoscere alcune forme di tumori a crescita piatta (carcinoma in situ). Ridurre l'invasività dei test non solo aumenterebbe il confort ai pazienti ma risulterebbe anche in una riduzione dei costi per il sistema sanitario.
 
Odoreader utilizza sensori di composti organici volatili, essenzialmente individua sostanze chimiche presenti nei gas. I ricercatori hanno testato 98 differenti campioni di urina per identificare quali composti organici i sensori dovevano rilevare. Successivamente Odoreader è stato utilizzato per testare 24 campioni di urina di pazienti con noto tumore vescicale e 74 campioni di urina di pazienti con differenti problemi vescicali, ma senza tumore. Utilizzando solo 9 biomarkers il sistema ha individuato correttamente tutti i 24 pazienti con tumore vescicale e 70/74 pazienti senza tumore. Sebbene la percentuale di diagnosi corrette nei pazienti affetti da tumore sia stata eccellente, il test ha rilevato un 6% di pazienti falsi positivi (cioè casi in cui il test indicava la presenza del tumore quando questo non era presente).
 
Gli autori riconoscono i limiti del loro studio: il ridotto numero di soggetti studiati non permette una valutazione statistica sugli effetti di possibili fattori confondenti come abitudine al fumo, trattamenti farmacologici, etnia. Inoltre lo studio è stato condotto solo su uomini. Per superare questi limiti i ricercatori inglesi eseguiranno presto uno studio su larga scala.
 
Per ora il dispositivo rileva semplicemente i livelli di sostanze presenti ed è necessario l'uomo per l'interpretazione dei risultati. In futuro si potrà utilizzare un modello statistico per dotare il dispositivo di  un algoritmo che gli consentirà di fornire direttamente la diagnosi.