Sifilide

La  sifilide  è  un'infezione  a  trasmissione  sessuale  causata  da  un  batterio  (Treponema  pallidum),  che  penetra  nell'organismo  attraverso  il  contatto  tra  le  mucose  dei  genitali,  dell'ano  o  della  bocca  a  seconda  del  rapporto  sessuale.  Dopo  un  periodo  in  cui  la  malattia  sembrava  scomparsa,  negli  ultimi  anni  la  sifilide  è  riapparsa  in  seguito   all'abbandono  del  "sesso  sicuro":  mancata  protezione  dei  rapporti  oro-genitali,  rapporti  occasionali  con  molti  partner  o  con  partner  sconosciuti.  La  ricomparsa  della  sifilide  è  caratterizzata  da  un'associazione  significativa  con  l'infezione  da  HIV  che  deve  essere  sempre  esclusa  con  gli  esami  del  sangue,

 

CLINICA

Dopo  circa  20-40  gg  dal  contagio  la  sifilide  può  manifestarsi  con  una  lesione  ulcerata,  detta  sifiloma,  nei  punto  di  ingresso  del  batterio  (genitali,  ano,  bocca)  associata  ad  un  ingrossamento  delle  ghiandole  linfatiche  regionali.  Il  sifiloma  e  le  ghiandole  non  sono  dolorose  e  regrediscono  spontaneamente  dopo  qualche  settimana,  passando  talvolta  inosservate  (sifilide  primaria).

Nelle  forme  non  curate,  dopo  2-4  mesi  di  benessere,  compaiono  lesioni  sulla  pelle  e  sulle  mucose  oro-genitali  spesso  accompagnate  da  stanchezza,  perdita  di  appetito  e/o  di  peso,  mal  di  testa  e  talvolta  disturbi  della  vista  e/o  dell'udito  che  durano  alcune  settimane-mesi  e  poi  regrediscono  spontaneamente  (sifilide  secondaria).

Le  complicanze  tardive  (cardiologiche  e  neurologiche)  possono  insorgere  nelle  forme  mai  curate  dopo  molti  anni  e  sono  da  considerarsi  eccezionali.

L'infezione  può  anche  essere  completamente  "muta"  poiché  le  lesioni  passano  inosservate  o  non  compaiono  in  seguito  all'assunzione  di  antibiotici  per  altri  motivi.  In  questo  caso  la  diagnosi  viene  eseguita  con  un  prelievo  di  sangue  e  si  parla  di  sifilide  sierologica  latente,  da  considerarsi  comunque  trasmissibile  nei  primi  2  anni  dal  contagio.

 

DIAGNOSI

La  diagnosi  clinica  viene  confermata  dagli  esami  sierologici  su  sangue  e  in  alcuni  casi  dall'esame  microscopico  diretto  in  campo  oscuro.  In  assenza  di  segni  cutanei  la  diagnosi  si  deduce  dai  soli  esami  del  sangue  (sifilide  sierologica  latente).

 

TERAPIA

Il  trattamento  si  basa  su  antibiotici  specifici,  efficaci  e  sicuri  somministrati  con  iniezione intramuscolare  o  con  compresse  nelle  persone  allergiche.  Fino  alla  fine  della  cura  è  bene  evitare  i  rapporti  sessuali.  Alcuni  mesi  dopo  la  fine  della  cura  bisogna  ripetere  gli  esami  sierologici  a  conferma  della  guarigione  clinica.  Alcuni  esami  (TPHA,  CLIA  etc)  indicano  l'infezione  senza  distinguere  tra  forme  attive  o  pregresse  e  restano  positivi  anche  dopo  la  guarigione.  Invece  altri  esami  (VDRL,  RPR)  sono  un  indice  di  malattia  attiva  che  col  tempo  si  normalizzeranno  o  diventeranno  negativi.

 

PREVENZIONE

La  sifilide  è  un'infezione  che  si  può  contrarre  più  volte  e  può  essere  prevenuta  utilizzando  il  preservativo  anche  per  i  rapporti  oro-genitali.  E'  importante  contattare  le  persone  con  cui  si  hanno  avuti  rapporti  sessuali  negli  ultimi  3  mesi  ed  invitarli  ad  eseguire  gli  esami  del  sangue  presso  un  Centro  per  le  Malattie  Sessualmente  Trasmesse.

La  sifilide  è  molto  contagiosa  e  il/la  partner  potrebbe  essere  infettato/a  anche  se  non  manifesta  alcun  sìntomo.  Se  il/la  partner  infettato/a  non  venisse  avvertito  la  diagnosi  sarebbe  ritardata  con  maggior  rischio  di  complicanze  nonché  di  riacquisire  l'infezione  dal  partner  dopo  essere  guarito/a.

 

GRAVIDANZA

La  sifilide  può  essere  trasmessa  dalla  madre  infetta  al  feto  durante  la  gravidanza  o  al  neonato  al  momento  del  parto  con  gravi  conseguenze.  Il  trattamento  antibiotico  riduce  o  annulla  questo  rischio  se  eseguito  per  tempo  durante  la  gravidanza.

 

COSA  FARE  dopo  la  diagnosi  di  sifilide:

- Effettuare  il  test  HIV  raccomandato  dal  medico

- Avvisare  i  partner  degli  ultimi  3  mesi  ed  invitarli  ad  effettuare  un  controllo  medico

- Astenersi  dai  rapporti  sessuali  fino  alla  fine  della  terapia  al  fine  di  evitare  una  re-infezione

- Effettuare  gli  esami  sierologici  raccomandati  dal  medico

- Eseguire  una  visita  e  gli  esami  sierologici  in  caso  di  nuovo  rapporti  a  rischio