Risonanza magnetica nucleare (RMN)

La risonanza magnetica nucleare è una tecnica che utilizza onde radio e un potente campo magnetico per ottenere immagini straordinariamente dettagliate. Essa offre un'alternativa ai pazienti che sviluppano reazioni allergiche ai mezzi di contrasto iodati. Per la propria caratteristica di rappresentare i tessuti molli è molto utile per la diagnosi di determinate malattie dell'apparato urinario. Nel rene, ad esempio, la RMN può distinguere una cisti liquida da una massa solida, producendo eccellenti immagini tridimensionali della forma di qualsiasi tumore. In particolare, la sua straordinaria sensibilità può aiutare l'urologo nell'identificare e misurare l'estensione di un tumore renale nella vena renale e nella vena cava inferiore, importanti vene che forniscono il ritorno venoso al cuore. E' molto utile per la valutazione dei donatori di rene (viventi) a scopo di trapianto mentre ha limitata applicabilità nello studio della calcolosi urinaria poichè le strutture calcifiche non producono segnali così specifici.

 

Tra le varie metodiche di immagine, la RMN è unica poichè non utilizza radiazioni ionizzanti, a differenza delle radiografie, della TC e degli studi con radioisotopi (es. scintigrafia). Per creare le immagini la RMN utilizza un potente magnete, onde radio e un computer. Disteso all'interno di un magnete cavo, il paziente viene esposto a brevi impulsi di energia sotto forma di onde radio non ionizzanti, dirette ai protoni (particelle facenti parte dei nuclei delle molecole) dell'organismo. I segnali radio generati dall'eccitamento e dal rilassamento dei protoni sono processati dal computer per generare immagini che riflettono i differenti tipi di tessuto. L'esame RMN consiste in multiple sequenze di immagini che richiedono ogniuna dai 2 ai 15 minuti.

 

La RMN viene eseguita in reparto di radiologia da un tecnico sotto la supervisione del medico radiologo. Non è necessaria alcuna preparazione. Al paziente viene richiesto di sdraiarsi su di uno stretto lettino, che scorre all'interno di un tunnel. Il paziente deve respirare tranquillamente ma assolutamente non muoversi o tossire. Il tecnico comunica con il paziente durante l'esame mediante un interfono. Mentre lo scanner acquisisce le immagini il paziente avverte rumori martellanti a frequente ripetizione provenienti dalle pareti dello scanner, per questo di solito viene fornito di tappi per le orecchie. L'esame richiede dai 30 ai 60 minuti per la sua completa esecuzione. Dopo il test il paziente può subito tornare alle proprie attività.

 

Per pazienti in normale stato di salute l'esame non pone rischi. Pazienti portatori di pacemakers, clip metalliche di vecchia generazione (dispositivi usati durante interventi chirurgici che vengono intenzionalmente lasciati all'interno dell'organismo), impianti acustici e particolari tipi di protesinon possono sottoporsi all'esame in quanto il campo magnetico pone a rischio di dislocazione le strutture metalliche e a rischio di disattivazione o malfunzionamento i dispositivi elettronici.

 

Nei pazienti portatori di protesi peniena, per la maggior parte dei dispositivi protesici, non ci sono controindicazioni all'esecuzione della RMN. Di seguito sono elencati i modelli per i quali sono disponibili studi di compatibilità in vivo e in vitro:

- AMS 600 series including malleable 600, 600 M, 650

- AMS 700 series including CX, CXR, LGX, Ultrex, Ultrex Plus

- AMS Ambicor

- AMS Dura II

- AMS Dynaflex

- AMS Hydroflex

- Coloplast Acu-Form

- Coloplast (in origine Mentor Corp.) Alpha I

- Coloplast Excel

- Coloplast Genesis

- Coloplast (in origine Mentor Corp.) Mark II

- Coloplast Titan and Titan OTR

- Dacomed JonasOsmond

- Surgitek Flexi-Flate

- Surgitek Flexi-Rod

- Surgitek Flex-Rod II

- Uniflex 1000

 

Studi in vitro segnalano invece possibili rischi per i seguenti modelli:

Dacomed Duraphase

Dacomed Omniphase

 

Per quanto riguarda AMS Spectra (protesi semirigida occultabile, monocomponente, costituita da metameri metallici) la casa produttrice segnala che il modello è stato classificato come "MR-conditional", secondo la terminologia specificata all'American Society for Testing and Material (ASTM). Test in vitro hanno dimostrato un aumento della temperatura di 1,6°C durante una RMN eseguita per 15 minuti con apparecchiatura a 3 Tesla. Inoltre la qualità delle immagini in prossimità della protesi potrebbe essere compromessa, richiedendo al tecnico che esegue l'esame una modifica dei parametri per compensare la presenza del dispositivo. La casa produttrice segnala che la RMN in pazienti portatori di AMS Spectra può essere eseguita con sicurezza a queste condizioni:

- campo magnetico astatico di 3.0 Tesla o inferiore

- gradiente spaziale del campo magnetico di 720 Gauss/cm o inferiore

 

Riferimento bibliografico

A catalog of magnetic resonance compatibility of penile prostheses.

Lowe G. et al. J Sex Med 2012 May; 9 (5): 1482-7