Pielografia retrograda

La pielografia retrograda è un esame uro-radiologico che utilizza il mezzo di contrasto iodato per produrre dettagliate immagini degli ureteri e delle cavità renali. La differenza rispetto alla pielografia anterograda, che prevede la puntura percutanea del rene, è che il mezzo di contrasto viene iniettato direttamente nell'uretere. Nonostante nuove tecniche di imaging abbiano rimpiazzato questo esame per molte funzioni, in alcune situazioni la pielografia retrograda ottiene una migliore definizione dell'alto apparato urinario. Essa spesso completa un esame endoscopico (cistoscopia o ureteroscopia) per la diagnosi delle neoplasie dell'alta via escretrice, della calcolosi e delle fistole urinose.

 

L'esame si esegue nei reparti di urologia, in genere in sala operatoria. Viene eseguito dall'urologo e necessita di anestesia generale o spinale. Tramite l'utilizzo del cistoscopio si raggiunge il lume della vescica dove un piccolo tubicino (catetere ureterale) viene inserito nel meato ureterale (piccolo foro dove l'uretere sbocca nella vescica). Il mezzo di contrasto viene iniettato attraverso il catetere ureterale mentre il fluoroscopio (apparecchiatura a raggi x) esegue le radiografie.

 

L'esame è considerato sicuro, i rischi maggiori riguardano il mezzo di contrasto. Le reazioni minori includono vampate di calore, nausea e vomito, che sono trattate efficacemente con antistaminici, farmaci che riducono gli effetti dell'istamina, una sostanza infiammatoria endogena. Molto raramente possono verificarsi complicanze più severe: difficoltà respiratorie, abbassamento della pressione arteriosa, rigonfiamento delle labbra, della laringe o anche arresto cardiaco. Al termine è possibile avvertire dolenzia dell'uretra e bruciore ad urinare, disturbi che possono durare anche 48 ore. Se i disturbi persistono, compare febbre o l'urina si colora di rosso (per la presenza di sangue) è consigliato avvertire il medico.

 

L'esame comporta una bassa esposizione alle radiazioni. In ogni caso le pazienti devono informare i medici di un eventuale stato di gravidanza che controindica l'esecuzione dell'esame.